Teniamo fissi gli occhi sul sangue di Cristo.
Comprendiamo quanto quel sangue sia prezioso
davanti a Dio suo Padre.
Sono queste le indicazioni ricavate dalla lettera di San Clemente I, papa, e che scegliamo come guida per vivere la Quaresima.
Traduciamo le parole di San Clemente in un proposito di vita nuova che richiede un duplice impegno: lo studio e la contemplazione del Sangue di Gesù.
Linvito allo studio non si esaurisca in un vago apprendimento o in una conoscenza dotta. Il mistero divino richiede conoscenza interiore e assimilazione profonda. La verità deve entrare nella mente di ogni persona e muovere la volontà per raggiungere la conformità. Occorre saper e voler dire: Non sono più io che vivo, è Gesù Cristo che vive in me.
Lo studio deve diventare applicazione intensa, amorosa, personale. Occorre aspirare a raggiungere una prima misura di contemplazione: rapportarsi a Dio iniziando dalla elevazione della mente per stabilirsi nella intimità di cuore.
Tenere fissi gli occhi per guardare, conoscere, esplorare, intuire lamore di Dio manifestatosi nel sangue di Gesù, in tutta la sua immolazione per lodare il Padre e salvare lintera umanità.
La immolazione di Gesù è il sublime mistero del Dio che è vero e grande amore.
La immolazione di Gesù è il più bel canto damore che, a nome nostro, Egli ha cantato al Padre suo e Padre nostro.
Vivere lAmore
La prima settimana sia dedicata alla esplorazione dellAmore.
Il Dio Amore vuole la salvezza di tutti gli uomini, suoi figli.
Gesù benedetto, infinito amore come il Padre, ha dato a tutti gli uomini lesempio della totale conformità alla volontà del Padre.
Si può e si deve sempre amare. Si deve tendere alla conformità nella pienezza dellamore: Avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine.
Nessuno scriva la parola fine al poema damore al Padre, che insieme a Gesù, vogliamo e dobbiamo cantare in tutte le ore della nostra giornata.
don Nicola Giordano