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       MISS ITALIA 

COME AL SUPERMERCATO

 

È rimasto aperto per diversi giorni il “supermercato” Miss Italia in esposizione e svendita al grande pubblico italiano e, forse, anche estero. Non c’era varietà di prodotti. Lo stesso prodotto, il corpo femminile, uguale in tutte le aspiranti miss, con addobbi particolari e soprattutto con forme diverse, leggermente diverse, ma esposte anche ad una giuria specializzata ad esaminare le fattezze, il modo di camminare, il modo di parlare, il modo di ballare e, perfino, la ventilata cultura, come la capacità di leggere degli scioglilingua. Ne prenda atto il Ministro della cultura!

Anche noi, per un po’ di tempo, abbiamo ammirato le belle forme. Al di là dei succinti abiti abbiamo intravisto tutto. Per cominciare abbiamo osservato i presentatori dei quali non abbiamo capito le reali intenzioni. Anche le liti diventano pubblicità! Non si è capito la comparsa del Presidente, l’onnipotente eccellente Presentatore già predestinato al Festival di San Remo. Come sempre si è dato risalto alla pubblicità, in avanspettacolo.

Ma, l’ultima serata, la più importante per la programmata elezione, non abbiamo resistito fino alla fine dello spettacolo perché ci è parso di paragonarlo alla sagra del pollo visitato, di recente, in un paesino di provincia. Questo, il pollo, era sempre uguale: nato pollo, destinato ad essere pollo e ad essere consumato come pollo. I vari espositori lo avevano addobbato con singolare eccentricità e con grande sagacia.

Le candidate alla proclamazione erano “bamboline” uguali ma diverse nelle forme di giovinette ansiose di incoronazione. Quanta fame di gloria!

Il concorso Miss Italia ci è sembrato, dunque, pari ad un supermercato, fruibile di belle ragazze, dalle forme giovani e maggiormente appetibili, sorridenti, ben istruite nell’assumere atteggiamenti distintamente accattivanti per aspirare al titolo di reginette dopo avere fatto esposizione di se stesse in vari modi.

Gli addetti alle riprese erano grandi specialisti e riuscivano a fare intravedere, anche ai lontani, gli aspetti anatomici di ciascuna delle candidate. Tutte belle, tutte formose, tutte appetitose!

Speriamo che anche quelle belle ragazze non subiscano la sorte dei polli esposti durante la sagra. Sarebbe cosa veramente indegna. Quel supermercato, o meglio, quel grande spettacolo, ce lo ha fatto temere.

Con molta amarezza ci siamo chiesti, durante lo spettacolo, che differenza ci sia tra le belle passeggiatrici notturne che si possono ammirare in carne ed ossa illuminate dai riflessi di luce dei lampioni stradali, comunemente chiamate prostitute, e quelle “belle ragazze” corteggiate, ammirate, amate, esortate, applaudite dalle mamme, dai papà, dai parenti tutti esposte alla rassegna e al giudizio di grandi ed esperti giudici. Protette da mamma Tivù e, quindi, finanziate, nello spettacolo, da quanti di noi pagano i “canoni”. Ci siamo chiesti anche che differenza ci sia tra le televendite e gli intermezzi pubblicitari perché si poteva telefonare o anche inviare dei messaggi per partecipare alla scelta, avendo acquisito “il diritto al voto” dopo avere appagato la propria vista.

Non ci interessa conoscere la eletta Miss Italia a Salsomaggiore, centro termale leggendario anche per i divertimenti che, abbinati alle cure, pare che aiutino la salute. Se alla Miss Eletta capiterà di leggere questo nostro messaggio, pur con grande ammirazione verso il suo bel corpo, le diciamo che, sinceramente, ci dispiace che il suo bel corpo sia stato esposto nel supermercato della sfilata e che sia stato anatomicamente presentato a sguardi appetitosi e sottoposto a giudizi che, in fin dei conti, sono sempre lucrosi.

Uno dei grandi presentatori delle serate ha condensato il giudizio esclamando: “Guardate che roba”! Già, “guardate che roba”! Qualche altro aveva protestato perché si era ammirato solo una piccola parte di quella “roba”. Povere ragazze, esposte come alla sagra dei polli e presentate ad occhi curiosi e, passionalmente, invaghiti.

Ci auguriamo che gli organizzatori ripensino che quei corpi bellissimi sono realmente immagine del divino che è somma bellezza e somma bontà. Ma, attenzione, a non profanare e a non sporcare il “bello ed il buono” esponendolo nei supermercati delle vendite stagionali.

N.G.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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