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Terrorismo e Sconcezza

in piazza San Giovanni a Roma il primo Maggio
e… non solo

 

   Siamo convinti che dare importanza al cane che abbaia è da stupidi. Ma siamo anche convinti che non c’è altro modo di definire un cane che abbaia se non che è un cane arrabbiato.

La rabbia del cane dipende dal padrone che non l’ha saputo educare o che, peggio, lo ha educato ad abbaiare, aizzandolo contro tutto e tutti. Si sa delle scommesse clandestine attivate sui combattimenti dei cani. Sono contro legge. Ma si fanno. Chi le organizza guadagna molti quattrini!

Vorremmo sapere chi sono i padroni che hanno aizzato i cani o il cane del primo maggio a Roma. Si è inveito contro il Papa e la Chiesa.

Non ci sentiamo di accusare il conduttore della trasmissione. Non è il caso di citare in giudizio la RAI. I “padroni” sono altri, quelli che, normalmente, stanno dietro le quinte, non amano apparire ma sanno coordinare tutto con singolare furbizia ed astuzia. Al momento opportuno i poveri cani al guinzaglio vengono liberati e succede il putiferio.

Di cani arrabbiati ce ne sono tanti. Non sono i randagi, i malnutriti o bastonati. Sono i cani cresciuti nei recinti di lusso. Ci sono molti che si ritengono filosofi, teologi, scrittori, imprenditori, politici, artisti, medici, scienziati… Sono tutti ben nutriti, occupano posti d’onore, godono di particolari privilegi e si sentono autorizzati a criticare, condannare anche quanti meriterebbero uguale stima e considerazione. Ci sono persone che non abbaiano né scendono in piazza per aizzare contro qualcuno. Benedetto XVI, ad esempio, parla alla folla dei credenti. Non li incita alla violenza ed esorta anche a perdonare tutti. È un testimone forte e coraggioso. È un maestro dotto ed illuminato. Ma contro di lui si scrive: «Il nuovo libro del Papa, come l’altro testo fondamentale di Ratzinger (Introduzione al cristianesimo), sono solo gli strumenti teologico-ideologici, inattendibili sotto il profilo storico e scientifico, di una visione cattolica neo-costantiniana e oscurantista, che vuole sperimentare le possibilità di una vera e propria “Riconquista” delle società laiche, spacciando come “retto” illuminismo una “Verità” che è solo confessionale».

I cani che così parlano, scrivono, abbaiano grazie alla protezione e alle sovvenzioni di potenti organizzazioni, ci offrono l’infame spettacolo di giochi che si intrecciano tra terrorismo vero e vergognosa sconcezza. Il Ratzinger filosofo, teologo e Papa parla a quanti vogliono conoscere il pensiero di Cristo senza mistificazioni, false, assurde, vergognose, pretestuose interpretazioni. Non è il nuovo arrivato sulla scena della millenaria cultura cristiana e noi condividiamo pienamente il pensiero e la forza della testimonianza.

Non basta abbaiare per creare civiltà. L’abbaiare dei cani in piazza San Giovanni a Roma, il primo maggio 2007, è stato il gesto di quei poveri cani randagi foraggiati dalle grandi imprese commerciali e politiche che ci governano. Non è forse terrorismo sconcio e pericoloso quanto si cela dietro dichiarazioni ed affermazioni di persone che stanno emergendo, giorno dopo giorno, diffondendo sulle piazze presunte nuove verità miranti unicamente allo scopo di mettere a tacere, in qualsiasi modo, le voci che, fra l’altro, godono di un diritto di primogenitura circa la interpretazione di fatti storici quali la figura di Cristo e la morale cattolica?

Consiglieremmo agli allevatori di cani rabbiosi di andarsi a leggere lo scritto di Tertulliano, famoso scrittore antico, che con la sua preparazione giuridica ebbe ad insegnare qualcosa, con garbo ma con fermezza, ai cani arrabbiati della sua epoca per farli tacere.

Quale scommessa clandestina favorisce l’abbaiare di simili cani, oggi?

Ma i credenti cattolici perché si lasciano imbavagliare? Sono vili, codardi, fedifraghi o si lasciano foraggiare?

 

N.G.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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