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Cammino quaresimale 2015
III Domenica di Quaresima
Scacciare le impurità da se stessi, per essere santi e immacolati
Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato». I discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divora. Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa molti, vedendo i segni che faceva, credettero nel suo nome. Gesù però non si confidava con loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che qualcuno gli desse testimonianza su un altro, egli infatti sapeva quello che cè in ogni uomo (Gv 2, 13-25).
Il compito e la missione che Gesù ci offre è quella di scacciare tutte le impurità dal nostro spirito per essere santi e immacolati al suo cospetto. Può sembrare una dimensione difficile ed assurda per la nostra umanità che, anche quando vive un rapporto di intimità con Lui, si addormenta o lo tradisce. La storia degli Apostoli, Pietro, Giacomo e Giovanni, invitati da Gesù a vegliare con Lui, poi tutti addormentatisi rassomiglia alla nostra storia. Spesso anche la nostra fede diventa sonnacchiosa. A volte, ancora peggio, il nostro primo amore verso Gesù, si trasforma in intimità di tradimento.
La configurazione da Lui chiesta, particolarmente in tempo di Quaresima, dovrebbe diventare risveglio e rifiuto da ogni senso di pigrizia, di indolenza, di superficialità. Occorre che ciascuno diventi testimone con lofferta della propria personalità. Solo così potremmo offrire a Lui il nuovo tempio perfettamente ricostruito. È questo il suo desiderio. È questo il programma che dobbiamo rendere concreto in questo tempo particolare. Nessuno ignori che Egli ci vuole sua stabile dimora. Non possiamo servire a due padroni, come Egli stesso ci ha insegnato. Non possiamo vivere nellalternanza fra il bene e il male, come erba buona o erba cattiva. Se siamo così egli ci lascia pur vivere offrendoci la possibilità di optare per una scelta radicale che non significhi coesistenza e compromesso.
Egli ci ha detto che ci vuole perfetti come il Padre suo.
Nicola Giordano
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