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Mercoledì Santo

Le ingratitudini
nelle umane vicende

(Il dramma delle infedeltà aberranti)

 

Durante il cammino di Pasqua, meditando insieme sul grande mistero del Dio incarnatosi in Maria, la Madre del Logos fattosi nostro fratello, abbiamo avuto la gioia di incontrarlo seduto a mensa per consumare il banchetto nuziale. È il destino propositivo per l’uomo.


1) Abbiamo contemplato la storia divina: 

* Il Logos si fece carne e pose la sua abitazione in noi”.

* “Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto. A quanti però l’hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio, a quelli che credono nel suo nome, i quali da Dio sono stati generati” (Gv 1, 13…).

* “Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi” (Gv 17, 11) perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia” (Gv 17, 13).


2) Abbiamo esaminato la storia divino-umana: tra ingratitudini e vicende.

* «Quando fu l’ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui e disse: “Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi”» (Lc 22, 14).

* “Gesù uscì con i suoi discepoli… Anche Giuda, il traditore… Giuda preso un distaccamento di soldati…” (Gv 18, 1 3).

* Chi lo tradiva aveva dato loro questo segno: “Quello che bacerò, è lui… allora si accostò dicendo: “Rabbì” e lo baciò (Mc 14, 44).

* E Gesù gli disse: “Amico, per questo sei qui!” (Mt 26,50).


3) Abbiamo compreso
quale storia scrivere a chiare lettere.

“Non vi siete accostati a qualcosa di tangibile, né a fuoco ardente, né a oscurità, tenebra e tempesta, né a squillo di tromba e a suono di parole… Vi siete accostati al monte di Sion e alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a miriadi di angeli, all’adunanza festosa e all’assemblea dei primogeniti iscritti nel cieli, al Dio giudice di tutti” (Eb 12, 14…). 

Certamente il peccato più grave che l’uomo possa commettere è quello della ingratitudine e del tradimento. In tal modo l’uomo, da essere artefice del proprio vivere, diventa ostile nemico della propria esistenza divinizzata preparata da Dio e offerta dal Logos a tutta l’umanità.

Ogni uomo che viene al mondo deve prendere coscienza della grandezza dell’essere “qui” proclamato da Gesù anche a Giuda:

* della sublimità della sua essenza (generato dal Padre)

* del prezioso valore della sua esistenza (riscattato dal Figlio)

* della nobiltà della sua missione (proclamato dallo Spirito).

Don Nicola Giordano

 

 

 


 

 

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