Osanna al Figlio di Davide. (Matteo 21,9)
L’ evangelista Marco riporta un episodio molto caro. Qualcuno dei commentatori immagina che l’evangelista parli di sé stesso. Noi, rivivendolo, vogliamo parlare di noi stessi. ”Tutti allora, abbandonatolo, fuggirono. Un giovanetto però lo seguiva, rivestito soltanto di un lenzuolo, e lo fermarono. Ma egli, lasciato il lenzuolo, fuggì via nudo”. (Marco 14,50-52).
Gesù, io per seguirti, non ho neppure un lenzuolo. Ma, ti prego, non rigettarmi!
La domenica delle Palme è il giorno della testimonianza pura e semplice. Quando si ha il cuore puro, si può vedere Dio e ci si può sedere alla sua mensa. Maria aveva cuore puro ed umile e divenne sua madre.
I fanciulli che lo accolsero in Gerusalemme, osannandolo, erano quelle voci di grazia, di fede, di amore che esplodono anche dalle pietre o dai venti o dalle tempeste. Tutto il creato infatti è lode di Dio. Ma non si può vedere Dio se non si hanno gli occhi puri e se non si è poveri e piccoli.
Per partecipare al suo trionfo occorre veramente lasciare perfino il proprio lenzuolo e poi stendere preziosi tappeti. Il lenzuolo è tutto ciò che mi sta intorno e che io ho idolatrato. I tappeti sono tutte quelle ricchezze immense e bellissime che Dio mi ha dato e che devo far fruttificare al cento per uno.
Signore, che io ti lodi e ti ringrazi senza fine, per la tua indicibile umiltà.










