Cristo, ieri e oggi, Principio e Fine, Alfa e Omega.
Oso pensare al Sabato Santo, come al giorno del colloquio d’amore tra la Sposa e lo Sposo, come si legge nel Cantico dei cantici.
C’era una fanciulla: era bruna e bella, profondamente innamorata di un Pastore che conduceva al pascolo le sue pecore e le faceva riposare nel momento della calura. Ma la fanciulla non riusciva a conoscere i luoghi del pascolo e andava in giro, come vagabonda, ammalata di amore.
Dopo aver tanto sofferto per battiture ed incomprensioni, dopo aver vegliato nottetempo alla porta della propria casa, incontrò il suo amore e pregò: Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché forte come la morte è l’amore, tenace come gli inferi è la passione; le sue vampe sono vampe di fuoco, una fiamma del Signore! Le grandi acque non possono spegnere l’amore, né i fiumi travolgerlo. Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell’amore, non ne avrebbe che dispregio” (Cantico dei cantici 8,6-7). La mia immaginazione mi fa credere che il giorno di sabato la Madre e il Figlio si incontrarono nuovamente. E la Madre accolse il Figlio glorioso con le piaghe ormai raggianti luce, fiamme inestinguibili dell’amore divino.
Anch’io vorrei poter ripetere, oggi e sempre: Mettimi come sigillo sul tuo cuore. Andrò ancora e sempre alla ricerca di te. Finché anch’io ti incontrerò e ti introdurrò nella mia casa.









