Quaresima 2026| Venerdì della V settimana

Signore, che io non resti confuso. (Salmo 30,18)

Fissando sempre più da vicino lo sguardo su Gesù, per cogliere i suoi sentimenti ed entrare nella sua intimità, vorrei riuscire a capire il suo stato d’animo nel succedersi degli eventi finali della sua vita. Lo presero, lo condussero davanti ai sacerdoti dell’antica legge, lo sottoposero al giudizio del governatore romano, lo sottoposero ai maltrattamenti più atroci, lo crocifisseo, lo colpirono con la lancia, lo schernirono, lo derisero … Ed egli cosa pensava mentre viveva tutta questa sequenza così dura e dolorosa? Bisogna avere gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, ci ripete l’apostolo Paolo.

Un istante prima di morire chiese: Ho sete. Ma qual è la sete di Gesù moribondo? Il silenzio di Dio si chiama amore. Il grido di Gesù è attestato di supremo amore ed attesa di totale compimento. Gesù soffriva la sete di una umanità nuova. Per questo aveva chiesto alla Samaritana di dargli da bere.

La sete di Gesù sta nel suo amore: se gli uomini sapessero chi è colui che chiede da bere, lo pregherebbero di dar loro l’acqua di vita perenne.

Signore, so che hai sete di me. Aiutami nella mia incapacità di amare.

 

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