Quaresima 2023 | Sabato della quinta settimana

Siamo partecipi della Pasqua, ma fra poco godremo di una più trasparente quando il Verbo festeggerà con noi la nuova Pasqua (San Gregorio Nazianzeno).

Ci sono vari modi per godere la Pasqua. La più importante è quella per partecipazione quando si è invitati ed ammessi a mangiare l’Agnello pasquale, le carni ed il sangue di Gesù, il Verbo di Dio fattosi uomo ed immolatosi per la redenzione dell’intera umanità. Saremo ammessi a celebrare questa Pasqua direttamente dal Signore Gesù. Nessuno può autoinvitarsi e scegliere il suo posto. C’è la Pasqua nella quale noi possiamo invitarci o, meglio, presentarci se, in qualche modo, abbiamo acquisito la facoltà o il potere di entrare nella sala del banchetto. Non dobbiamo dimenticare che nella sala del banchetto dove entrarono tutti, fu trovato uno senza l’abito da festa e fu mandato via. Il Maestro divino ci fa costatare come noi possiamo e dobbiamo partecipare al banchetto nuziale. Egli ci ha dato l’esempio quando, prima di sedersi a tavola con i suoi, si cinse con un asciugamani i fianchi, pose dell’acqua in un catino e volle lavare i piedi degli Apostoli. L’apostolo Pietro reagì con la sua solita forza d’amore ma non aveva ancora capito il messaggio che Gesù stava dando. Per partecipare alla Pasqua occorrono dunque due cose. La prima è quella della purificazione profonda ed interiore simboleggiata da quel lavarsi i piedi e farseli lavare da Gesù. È il requisito della pulizia integrale che lo stesso Signore ci offre attraverso il Sacramento della sua Misericordia che non è un rito ma decisione chiara e forte di entrare nell’Amore e stabilirsi totalmente in esso. La seconda forma per partecipare alla Pasqua è che bisogna entrare nella determinazione del Signore il quale esorta a lavarsi i piedi gli uni gli altri. È suo l’insegnamento della profonda carità, dell’amore sincero verso tutti i fratelli, segno ed espressione dell’amore di Dio. È suo l’insegnamento a prestarsi a lavare i piedi dei fratelli sul suo esempio. Gesù ci ha lavato i piedi con la sua immolazione e ha preso su di sé tutti i peccati dell’umanità. Celebrare veramente la Pasqua significa condividere tutti i sentimenti di amore e di immolazione di Gesù. Se non entrerò profondamente nell’umiltà, nella misericordia, nella dolcezza e nella purezza integrale non potrò mai presentarmi davanti alla mensa pasquale.

Purificami, o Signore, con il lavacro della tua infinita misericordia perché voglio partecipare al tuo mistero di donazione per amore.

Cammino quaresimale tratto da “Quaresima: fissare lo sguardo in Gesù di don Nicola Giordano – Edizioni Viverein

Potrebbe interessarti