Una spiritualità laicale
Vivere In si propone come Movimento di ispirazione contemplativa e promuove
un particolare tipo di contemplazione nel mondo. Ritiene che la spiritualità
contemplativa è quella che maggiormente si addice al laico al quale
spetta il compito di portare la “contemplazione” in “piazza”
e lungo le strade del mondo.
I laici sono chiamati a vivere una spiritualità
di slancio, di donazione, di generosità estrema, sospinti dalla
caritas, che è la dinamica dello Spirito Santo.
La vera spiritualità di un laico deve essere quella
già professata da Gesù, il Figlio di Dio fattosi uomo, “vero
uomo in mezzo agli uomini”. Egli preferì vestire i panni
del “figlio dell’uomo”. Si fece maestro di un’etica
che non si esauriva nel tempio e nelle prescrizioni rituali ma che raggiungeva
i cuori degli uomini. Non dava risalto alle prescrizioni rituali ma sottolineava
la necessità della rinascita seguendo le leggi dello Spirito e
assumendo l’impegno di porsi al servizio della Verità.
La mancanza di autentica riflessione laicale in merito
alla spiritualità ha anche favorito una spiritualità vaga
e generica. Un laico non può demandare al religioso il suo dovere
di scoprire, approfondire, sviluppare la portata, il valore e le applicazioni
pratiche della propria spiritualità.
Vivere In interpreta la spiritualità laicale come
capacità di incarnarsi nel proprio ambiente, nella propria identità,
nel proprio ministero, sospinto dalla forza divina che vuole ogni uomo
conforme al Figlio di Dio.
La spiritualità proposta è una spiritualità di vita,
di azione, di presenza, di animazione e promozione, o più esattamente,
di incarnazione.
Dalla volontà di Gesù si ricavano le
linee dell’autentica spiritualità laicale:
| a. |
“Non chiedo che Tu li
tolga dal mondo” (Gv 17, 15): non estraneità, disinteresse,
isolamento. |
| b. |
“Andate per tutto il mondo ad annunziare
il Vangelo” (cfr. Gv 17, 18); “ecco io vi mando come
agnelli in mezzo ai lupi” (cfr. Mt 10, 16): immissione in
ogni campo del vivere anche nei campi più rischiosi e difficili. |
| c. |
“Da questo sapranno che siete miei
discepoli se avrete amore gli uni per gli altri” (cfr. Gv
13, 35): una autentica spiritualità deve diventare concreta,
viva ed attuale. |
| d. |
“Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché
vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che
è nei cieli” (Mt 5, 16), in una proiezione che si esprime
e si concretizza in dimensione di socialità luminosa. |
La spiritualità laicale comprende particolari risvolti operativi:
| a. |
una presenza continua nel mondo,
come incarnati in esso; |
| b. |
un compito di annunziatori della “buona
novella”, che è novità di vita, pensiero e
azione; |
| c. |
un atteggiamento di fedeltà estrema
al Vangelo, in opposizione alla mentalità del mondo che
spesso si fa atea, agnostica e materialista; |
| d. |
una chiara testimonianza di opere attuate nelle relazioni interpersonali
scandite e regolate dalla legge dell’altruismo e del servizio. |
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